Esselunga

Esselunga allievo direttore : 2 anni dopo

Sono passati due lunghi anni dalla pubblicazione dell’articolo “ESSELUNGA ALLIEVO DIRETTORE? ANNUNCIO IPOCRITA” .

In questi due anni ho ricevuto diverse richieste d’immediata cancellazione, alle quali non ho voluto mai ottemperare. A sostenermi ci siete stati voi cari lettori, decine di centinaia di nuovi visitatori che ogni mese leggono l’articolo e spesso si fermano a lasciare la loro esperienza o raccontare il loro parere. Grazie!.

Mi rattrista davvero tanto però vedere che nonostante tutto.. Esselunga (come molti altri) se ne sbatte dei suoi “lavoratori precari” li sfrutta ricattandoli forte del fatto che la crisi del mercato del lavoro è pesante e spesso o si accettano le condizioni umilianti oppure rimani senza lavoro.

A celebrare i due anni di articolo , riporto il commento che dieci giorni fa ha lasciato un lettore anonimo :

Anonymous .comment  (January 14, 2015 at 8:48 pm Reply):

Lettera aperta al Responsabile Risorse Umane che mi ha fatto il colloquio…

Mi sono sempre chiesto se noi si viva per lavorare o si lavori per vivere perchè alla fine, facendo due conti, nei casi migliori, i 2/3 della nostra vita la passiamo fra lavorare e dormire. Se sei fortunato riesci a conciliare il lavoro col tempo libero, altrimenti, se hai la rogna addosso, sei impegnato 12 ore al giorno in un lavoro che ti fa cacare, torni a casa stressato con la consapevolezza che il giorno dopo, il giorno dopo ancora sarà sempre uguale. Considerando che l’80% delle persone che conosco rientrano nella seconda categoria c’è da chiedersi se sono felici della vita che conducono…

Mi ricordo un libro che diceva “Perchè tu sei felice mentre altri non lo sono? La felicità consiste forse nel possesso di ricchezze, automobili, belle case, cibo delicato e genitori gentili? E una persona infelice è una persona che non ha nulla di tutto ciò? Dunque, che cosa è per te la felicità, è importante scoprirlo, non credi? La felicità consiste forse nella comparazione? Quando dici _sono felice_ si tratta forse di una felicità che nasce dal paragone? Sapete, una delle cose più complicate da scoprire è ciò che si vuole fare per davvero, non solo nella nostra adolescenza, ma in tutta la nostra vita. E a meno che non siate in grado di scoprirlo da soli, con tutto il vostro essere, finirete col fare qualcosa che non vi interessa per nulla e la vostra sarà una vita infelice…”

Ho scritto tutto questo perchè ieri sono andato a fare un colloquio di gruppo per “Allievo direttivo capo reparto” per un noto marchio della GDO. Il super manager, dopo averci illustrato di quanto fosse bella, ganza e solida l’azienda per la quale lavora ha iniziato a elencare tutte le caratteristiche che avrebbe dovuto avere il profilo che ricercavano. Un paio di caratteristiche mi sono rimaste impresse: spirito di sacrificio, dedizione al lavoro e flessibilità. In pratica, diceva lui:

“se voi siete a fine turno e il vostro capo vi dice che dovete fare chiusura, lui che risposta si aspetta da voi? Anche se avete preso impegni, dovete andare a giocare a calcetto o andare a mangiare una pizza con la vostra ragazza… Lui si aspetta un Sì. Ma non un sì sussurato, un bel sì! Perchè anche queste cose alla fine del contratto vengono prese in considerazione. Certo uno può anche dire di no, una volta, due o anche sempre, però uno si assume la responsabilità delle proprie scelte e poi l’azienda farà le proprie valutazioni. Se avete staccato alle 10 e il vostro capo vi chiama al telefono dicendovi che la mattina dopo dovrete entrare alle 6 piuttosto che alle 9, lui cosa si aspetta che gli rispondiate? E attenti al tono di voce, perchè sono tutte cose a cui ci faranno caso… Perchè alla fine, sì che il contratto prevede 40 ore, ma voi dovrete lavorare tqb: tutto quanto basta, indipendentemente dai vostri impegni, dai vostri hobby o dalla vostra vita amorosa.”

Finito il suo bel discorso e pronto per farci fare i soliti test psicoattitudinali ha chiesto se avevamo qualcosa da dire, al ché mi sono alzato chiedendo se potessi dire qualcosa:

“Tutto molto bello quello che state proponendo, però non è la vita che vorrei fare, perchè si parla tanto di libertà e dei diritti dei lavoratori quando voi siete i primi a togliere la libertà di una persona di decidere senza costrizioni di come organizzarsi la propria vita senza avere ripercussioni sul lavoro. Io non posso alzarmi la mattina e non sapere quando uscirò da lavoro perchè se mi venisse chiesto di stare due ore in più, io dovrei dire per forza di sì per avere la certezza di un futuro rinnovo. Alla fine voi avete il coltello dalla parte del manico, certo dite che si tratterà di un lavoro impegnativo, ma penso che a tutto ci sia un limite. E voi quel limite non lo conoscete… Parlate tanto che il lavoro verrà retribuito bene, certo, ma che me ne faccio dei vostri soldi, quando, come avete detto voi, dovrei rinunciare a qualsiasi cosa pur di lavorare per voi? Mi dispiace, tanta stima per chi vuol vivere così, ma io mi tiro indietro, almeno anche i miei “colleghi” avranno più probabilità di esser scelti!”

Ci siamo stretti la mano e me ne sono andato.

Ah, poi stamani, mi chiama la ragazza dell’agenzia interinale che mi aveva indirizzato al colloquio chiedendomi spiegazioni sulla figura di merda che le avrei fatto fare e accusandomi di averle fatto perdere tempo. Dall’altra parte del telefono le ho risposto:

“mi dispiace per quello che è successo, e non le posso neanche dire che lei si fosse spiegata male riguardo l’offerta. Sinceramente mi aspettavo che il lavoro fosse una cosa del genere, perchè per un periodo ho lavorato qualsiasi giorno rinunciando anche a cose importanti, però quando al colloquio mi vengono a dire che la mia vita dovrà girare intorno al lavoro, dovrà essere in funzione dell’azienda per la quale lavoro io sinceramente non ci sto. Perchè più che un lavoro mi pare una specie di ricatto e non mi capacito del perchè un’azienda che fattura 8 miliardi non abbia la voglia di assumere anche una persona in più piuttosto che trattare così le persone.” Mi ha salutato dicendomi che non “saprà se l’agenzia prenderà ancora in considerazione il mio curriculum” Ah bhè, me ne farò una ragione, le ho detto, alla fine se le uniche cose che propinate a giro sono lavori sottopagati di massimo 15 giorni per volta oppure essere ridotti in schiavitù preferisco stare a casa!

 

La mia risposta:
Sei stato grande.
Ti ringrazio e ringrazio tutti gli altri anche per i loro commenti.
Posso solo aggiungere di TENERE DURO! , l’economia piano piano si sta riprendendo, non appena il mercato del lavoro inizia di nuovo ad ingranare la situazione si capovolgerà : Esselunga si domanderà come mai non è più in grado di assumere persone sveglie e con voglia di impegnarsi … silurerà questi signori delle risorse umane che fin’oggi si sono divertite a fare discorsi (come quello che ci hai voluto raccontare) perché diventati inutili , serviranno persone che vedono i dipendenti come la forza dell’azienda stessa con cui ottenere nuovi risultati, non più ricatti ma traguardi da ottenere insieme. State tranquilli con il mercato del lavoro in crescita nessun azienda sarà così pazza da assumere in dipartimento Risorse Umane personaggi che negli ultimi anni hanno applicato queste direttive (e nel settore si sa chi sono stati i mercenari) . Gli rimane soltanto la Cina dove andare.. vedremo come se la cavano a far questi discorsetti in cinese.

Grazie ancora a tutti

ESSELUNGA SFRUTTAMENTO

Abbiamo bisogno di altri Manning e Snowden in Cina, in Russia, dappertutto.

La libertà sulla nuvola

Tutti ricordiamo il volto sorridente di Barack Obama mentre pronunciava lo slogan della sua prima campagna elettorale: Yes, we can! Sì, possiamo. Possiamo sbarazzarci del cinismo dell’era Bush e portare benessere e giustizia agli americani. Ma oggi che gli Stati Uniti insistono con le operazioni segrete e spiano i loro alleati, possiamo immaginare la gente che urla a Obama: “Come puoi usare i droni per uccidere? Come puoi spiare i tuoi alleati?”. E Obama che mormora con un sorriso cattivo: “Yes, we can”.

Una visione così semplicistica, però, non coglie il punto. L’ex collaboratore della National security agency, Edward Snowden, va difeso non solo perché le sue denunce hanno messo in imbarazzo il governo statunitense, ma anche perché ha rivelato che molti paesi – Francia, Russia, Germania, Israele – si comportano come Washington. In realtà da Snowden (e da Chelsea Manning) non abbiamo saputo niente che non dessimo già per scontato. Ma avere dati concreti è diverso. E i dettagli svelati da Snowden ci offrono una panoramica sul restringimento in tutto il mondo di quello che Immanuel Kant chiamava “l’uso pubblico della ragione”. Nel saggio Che cos’è l’illuminismo? Kant contrappone l’uso “pubblico” e “privato” della ragione.

Per Kant, “privato” è l’ordine comunitario-istituzionale nel quale siamo inseriti (il nostro stato, la nostra nazione), mentre “pubblico” è l’universalità transnazionale dell’esercizio della ragione: “Il pubblico uso della propria ragione dev’essere sempre libero, ed esso solo può portare l’illuminismo tra gli uomini. L’uso privato della propria ragione, invece, può assai di frequente subire strette limitazioni senza che il progresso dell’illuminismo venga particolarmente ostacolato. Per uso pubblico della propria ragione intendo l’uso che una persona ne fa, come studioso, davanti all’intero pubblico dei lettori. Chiamo invece uso privato quello che a un uomo è lecito farne in un determinato ufficio o funzione civile di cui egli è investito”.

Si vede dove Kant si allontana dal nostro senso comune liberale: la sfera dello stato è “privata”, limitata da interessi particolari, mentre gli individui che riflettono su questioni generali usano la ragione in modo “pubblico”. Questa distinzione kantiana è significativa ora che internet e altri nuovi mezzi di comunicazione sono divisi tra il loro libero uso “pubblico” e il crescente controllo “privato”. Nella nostra epoca di cloud computing non abbiamo bisogno di computer potenti. I dati e le informazioni sono forniti a richiesta e, con i loro browser, gli utenti accedono a strumenti o applicazioni che si trovano in rete, come se fossero programmi installati sul loro computer. Ma questo mondo meraviglioso è solo una parte della storia.

Gli utenti accedono a programmi e documenti che sono conservati a distanza in locali climatizzati con migliaia di server. Per poter gestire una “nuvola” dev’esserci un sistema che ne controlli le funzioni, e questo sistema è nascosto agli utenti. Una volta scelta la strada dei segreti di stato, prima o poi raggiungiamo il punto fatale in cui le stesse norme giuridiche che definiscono ciò che è segreto diventano segrete. Una legge segreta, sconosciuta ai suoi soggetti, legittima il dispotismo arbitrario di chi la applica. Inoltre, quello che rende pericoloso il controllo totale della nostra vita non è la perdita della privacy a favore del Grande fratello.

Non esistono servizi d’intelligence in grado di esercitare un controllo di questo tipo, perché il volume dei dati è eccessivo. Nonostante i programmi avanzati per individuare messaggi sospetti, i computer che registrano miliardi di dati non hanno la capacità d’interpretarli correttamente e provocano errori ridicoli, come quando degli innocenti vengono scambiati per potenziali terroristi. Si racconta che una volta William Randolph Hearst, il magnate della stampa, chiese al direttore di uno dei suoi giornali perché non voleva andare in vacanza. Il direttore rispose: “Ho paura che senza di me si scateni il caos, ma ho ancora più paura che tutto fili liscio, e questo dimostrerebbe che non sono necessario”.

Così noi dovremmo temere che i servizi d’intelligence sappiano tutto e ancora di più che i loro sforzi falliscano. Per questo le talpe hanno un ruolo fondamentale nel tenere desta la ragione “pubblica”: non solo denunciano alle autorità pubbliche le pratiche illegali di banche, multinazionali del tabacco e aziende petrolifere. Ma denunciano le stesse autorità pubbliche quando praticano “l’uso privato della ragione”. Abbiamo bisogno di altri Manning e Snowden in Cina, in Russia, dappertutto.

Ci sono paesi più oppressivi degli Stati Uniti. Grazie alla loro superiorità tecnologica, gli Stati Uniti non hanno bisogno di ricorrere a metodi apertamente brutali (ma sono disposti a farlo se è necessario). In questo senso sono più pericolosi della Cina, perché le loro misure di controllo non sono percepite come tali. Non basta mettere uno stato contro l’altro. Serve una rete internazionale che tuteli gli informatori e diffonda il loro messaggio. Le talpe sono i nostri eroi perché dimostrano che, se quelli al potere possono farlo, possiamo farlo anche noi.

(Traduzione di Maria Giuseppina Cavallo)

Internazionale, numero 1016, 6 settembre 2013

OBI

OBI Master in retail management: come vengono formati i laureati

Ciao a tutti,

sono un ex allievo del Master in Retail Management organizzato dalla nota catena di bricolage OBI Italia, in collaborazione con la società di consulenza, selezione e formazione del personale Education.it. In questo articolo vi racconto cosa è successo a me e a molti miei colleghi in questa azienda. La storia incomincia nel febbraio 2012 allorchè lessi un articolo che pubblicizzava un Master in Retail Management, la cui descrizione è ancora sul sito di Obi Italia ai seguenti link:

http://www.obi-italia.it/it/company/career/obi_campus/

http://www.obi-italia.it/it/company/press/press-archive-2012/pressRelease_20120229/index.html

Come si evince dalle due pagine il Master serviva ad avviare “a una crescita manageriale attraverso un percorso formativo e professionale all’interno di realtà leader nella Grande Distribuzione Specializzata al fine di ricoprire ruoli di responsabilità nei punti vendita di settore”. Durante la presentazione del Master, tenutasi a Roma, Firenze e Milano nel marzo 2012 ci era stato detto chiaramente che volevano formare giovani e meno giovani laureati, con l’intento di consentire loro di diventare, con impegno e dedizione, Gestori di punti vendita Obi Italia nel giro di tre anni al massimo.

OBI MASTER 1

A seguito di un processo di selezione alquanto superficiale rientrai assieme ad altri 50 ragazzi nel progetto e incominciai le lezioni nel mese di Maggio 2012. La qualità delle lezioni ci fece subito ben sperare, ma i nostri occhi incominciarono a guardare in faccia alla realtà nel giugno/luglio successivi nel momento in cui iniziò il primo periodo di stage. Ci accorgemmo infatti immediatamente della pessima accoglienza riservataci nei punti vendita di assegnazione dello stage da gran parte del personale Obi (non tutto, ci tengo a precisare), che vedeva in noi i soliti laureati secchioni, poco umili e che magari fregano il posto a chi è lì da 10 anni. Poco male, con umiltà e dedizione a volte anche eccessiva affrontammo la situazione senza ottenere grandi riconoscimenti. Anzi il management dei punti vendita ci trascurava, o per meglio dire ci evitava, forse preoccupato da nostri giudizi sulla loro, a volte totale e palese, impreparazione. Nel mio caso poi il colmo capitò in occasione del secondo periodo di stage quando alcuni dipendenti si permisero di farmi notare senza alcun pudore di essere dei raccomandati di ferro, quasi a far capire di essere intoccabili…
La cruda realtà lavorativa di Obi non fu il solo segnale negativo di quel pessimo periodo. Nel luglio dello stesso anno da fonti attendibili ed esterne a Obi venimmo a sapere che l’Amministratore Delegato di Obi Italia era stato brutalmente cacciato (il nono AD sostitutito negli ultimi 12 anni). Per noi questo evento fu motivo di grande preoccupazione, perchè avevamo saputo che era stato lui a volere il Master in Italia. Le nostre preoccupazioni, immediatamente affievolite dalle rassicurazioni dei docenti di Obi, sarebbero state confermate a pieno a partire dal febbraio 2013, quando fummo chiamati a lavorare nei punti vendita con un contratto di 6 mesi e senza rassicurazioni per il futuro: 4° livello del CCNL Commercio; qualifica di “addetto vendita”. Per di più dei 51 allievi del Master non più di una trentina ebbe il grande privilegio di fimare questo “super” contratto. Gli altri? Furono congedati senza motivazione e i colloqui di feedback promessi loro furono proposti solo ad alcuni. Inspiegabilmente.

OBI master

Al di là delle altre sciocchezze raccontateci al momento dell’iscrizione al Master, come il trattamento contrattuale che avrebbe dovuto prevedere la sottoscrizione di un contratto a tempo indeterminato al termine degli iniziali 6 mesi di lavoro, o come il fatto di non dover lavorare la domenica, cosa impossibile perchè i punti vendita erano già aperti la domenica nel momento in cui ci dicevano questa fesseria, quello che mi preme raccontarvi in breve è quella che è stata la mia attività lavorativa da febbraio ad agosto 2013. Incominciamo col dire che il livello medio professionale, ma non umano, del punto vendita in cui mi sono sfortunatamente ritrovato è risultato essere scarso e assolutamente inadeguato a fornire alcun tipo di formazione; sono stato assolutamente trascurato dal gestore del negozio, il quale, oltre a non rispondere ai miei saluti e a non degnarmi di uno sguardo, mi evitava ogni qualvolta il nostro reparto presentava un problema, preferendo parlare con i miei colleghi. Quanto al vice-gestore l’unica cosa che riuscì a dirmi in quel lasso di tempo fu quella di aiutare un altro settore ogni qualvolta servivano due braccia in più, perchè erano pochi in quel reparto…, e io mi resi sempre disponibile come fossi stato l’ultimo garzone del negozio. Nonostante le ripetute sollecitazioni espresse non sono mai riuscito a ottenere compiti che potessero responsabilizzarmi e motivarmi ulteriormente, e che potessero rendere meno frustrante l’attività di mero sbancalamento cui ovviamente non ci si poteva sottrarre per nessuna ragione al mondo. Non solo… Il giorno del mio congedo da Obi il Direttore si permise anche di dire che a suo parere io come gli altri ragazzi reduci dal Master eravamo “molto lontani” dal poter assumere la carica di gestore in 3 anni. E questo lo si scopriva dopo un anno e mezzo in Obi, senza che prima nulla fosse emerso in questo senso e senza che ci fosse data la possibilità di far vedere quanto valessimo.

OBI MASTER

La verita è che il Master in Retail Management organizzato da Obi Italia è l’ennesima “beffa all’italiana”; forse all’inizio con l’ex Amministratore Delegato qualche valenza ce l’aveva pure, ma poi magari è diventato un modo per usufruire di qualche fantomatico fondo europeo e farsi pubblicità. Purtroppo i signori di Obi Italia non hanno calcolato una cosa e cioè che nonostante questo mare di merda che rappresenta oggigiorno il mercato del lavoro in Italia c’è gente che senza avere alternative ha le palle di mandarli a quel paese prima che lo facciano loro. Fare il commesso (con tutto il rispetto per questa professione che ha aspetti molto positivi come il contatto con la gente) da laureato, con due master, senza essere seguito e accettato e con prospettive poco chiare non è proprio la mia massima aspirazione. Che i sapientoni di Obi si guardassero un attimo intorno, che facciano un giro nei punti vendita, osservando non solo la merce ma anche il personale, che incomincino a considerarlo non come un insieme di numeri e soprattutto che constatino la sua motivazione. Capiranno facilmente che questa azienda non ha alcun futuro, perchè non dà futuro ai talenti. E purtroppo mi pare di capire che Obi non sia l’unica a farlo. Il bell’articolo sull’annuncio “ipocrita” di Allievo Direttore di Esselunga riportato su questo blog ne è la dimostrazione. Spero fermamente che articoli come il mio o come quello su Esselunga possano far capire la cruda realtà del mercato del lavoro in Italia a chi ancora non l’ha capita, e possano invece aiutare chi l’ha capita a scrollarsi di dosso la paura di alzare la voce e di far comprendere davvero quanto valiamo e quanto le aziende perdono trattandoci in questo modo. Sono sicuro che ben presto questo andazzo terminerà, ma per far sì che ciò accada al più presto dobbiamo riappropriarci del ruolo di protagonisti del nostro destino.

FIRMATO: GENERAZIONE ANNI 80

( Questo articolo è stato inviato al blog sotto forma anonima, con lo spirito della rete io lo pubblico così come è)

 

Copertina:

OBI

OBI master in retail management

Save Snowden

Edward Snowden

Due righe per parlare di questo ragazzo che a ventinove anni mettendo a repentaglio il proprio futuro, rinunciando ad una carriera certa nei servizi ed una vita sicuramente agiata, ha preferito dare ascolto alla propria coscienza fornendo al mondo le prove che gli Stati Uniti spiano tutti e tutto.

Tra le tante cose riguardanti lo scandalo “DataGate” che vede incriminata l’NSA a spiare tutti i messaggi ed email su Facebook, Apple, Microsoft, Skype… grazie al suo coraggioso agire abbiamo  anche scoperto che le attività di spionaggio non sono circoscritte all’America soltanto, infatti :

1) Gli stati uniti spiano gli uffici e funzionari dell’Unione Europea (mail, telefonate, e quant’altro). 500 milioni di comunicazione intercettate soltanto in Germania dove ha sede la Banca Centrale Europea.

2) Gli Stati Uniti per spiare oltre a collegarsi direttamente ai cavi dorsali internet che passano sotto gli oceani, lo hanno fatto anche aprendo degli uffici segreti all’interno delle basi NATO su territorio europeo, piazzando anche microspie negli uffici governativi.

Oggi, mentre vi sto scrivendo, gli Americani stanno facendo indecenti pressioni per estradare questo ragazzo che si sta rifugiando all’estero.  Lo Stato dell’Ecuador che prima si era detto disponibile a concedergli asilo politico ha dovuto ritirare l’offerta in seguito alle minacce statunitensi di sanzioni commerciali. Lo Stato di Hong Kong dopo aver un po’ coraggiosamente respinto la prima richiesta di estradizione , è riuscito a concedere solo il tempo tecnico a Snowden per muoversi a Mosca, dove attualmente è bloccato in attesa che uno stato gli conceda l’ingresso.

Sottolineo che tutto questo emerge solo a tre anni  di distanza dal “Cablegate” in cui Wikileaks aveva messo in evidenza terribili  violazioni della privacy da parte del Governo degli Stati Uniti.

Bisogna davvero domandarsi, come mai gli Stati Uniti  adducendo  alla lotta contro il terrorismo spia gli alti funzionari governativi Europei; pubblicamente celebrati come alleati ma poi nei loro documenti menzionati come “Target”.

Nell’attesa che qualcuno spiega questa dicotomia… per ora voglio solo tenere i riflettori ben accesi sul destino di questo Sowden che portando alla luce azioni criminali da parte degli americani rischia di finir segregato in uno dei loro fantasiosi carceri segreti.

Non sono così illuso da poter sperare che l’Italia risponda alla richiesta di aiuto di Snowden concedendogli un rifugio, però spero che qualche Stato si faccia avanti.

PS: però Obama è proprio una faccia di palta, ha fatto della privacy e del rispetto delle liberta il suo baluardo in campagna elettorale.. e si scopre che ancora al suo secondo mandato gli Stati Uniti spiano politicamente e soprattutto economicamente anche tutte le  mosse europee,  ci credo che poi la crisi non sembra mai finire, le banche americane che sono quelle che hanno speculato e speculano tutt’oggi sulla crisi dell’euro conoscono perfino prima tutte le nostre manovre!!! .. che schifo. La nostra reazione che si è limitata a chiedere a qualche reazione di sdegno e la richiesta di spiegazioni… è altrettanto ridicola. Gli Stati Uniti d’America non esitano a minacciare sanzioni commerciali se non gli si riconsegna quel ragazzo immediatamente per esser giustizi…ops processato… immaginatevi cosa sarebbe successo se solo fosse venuto fuori che il copasir italiano avesse installato una microspia nell’uficio ovale della Casa Bianca… non oso immaginare!

LINK UTILI :

Save Snowden

Datagate, spiata l’ambasciata italiana : http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-29/datagate-spiati-diplomatici-schulz-234101.shtml

Datagate, ecco come l’NSA spia i telefonini e internet in Germania e Italia : http://mytech.panorama.it/sicurezza/datagate-nsa-germania-italia-internet-spie

Edward Snowden , PRISM , le cose da sapere: http://mytech.panorama.it/sicurezza/snowden-prism-datagate-nsa-wikileaks-cose-sapere

amazon

Amazon Criminale! evasione, schiavismo, e violazione privacy

Noi siamo bravi a portare più o meno buone argomentazioni sul fatto che la globalizzazione permette alla Cina d’avvantaggiarsi troppo a danno delle nostre industrie locali, poiché dalle loro parti le norme su lavoro, tasse e produzione sono ben lontane da quelle che siamo costretti a rispettare noi.

E se invece vi dico che c’è anche qualche multinazionale occidentale che si comporta sleale almeno se non peggio di quanto faccia la Cina?  E se vi dico che questa multinazionale fino ad oggi ha trovato sempre la maniera giusta per infischiarsi di norme, lavoro e tasse vigenti?

Beh vi sto parlando di:  Amazon, pecora nera tra le industrie del ICT, al contrario di quello che siamo abituati a pensare le grandi aziende dell’information technology all’interno di Amazon non c’è spazio per creatività , passione, ambizione,  gli unici valori che sono apprezzati all’interno sono grigie formule ingegneristiche / matematiche / six-sigma che spremano fino all’ultimo cent la loro supply chain. In Amazon non ci si diverte mai, in Amazon si lavora ogni giorno per sbaragliare i competitors cercando di portare i prodotti al minor costo sul mercato possibile.

Ma, rinunciando a fare profitto sulla vendita degli oggetti come possono guadagnare?
Se vendono i prodotti senza guadagnarci nulla per fare prezzi migliori rispetto agli altri distributori, come fanno a vivere?
Semplice, mutatis mutandis fanno come i Cinesi:

1. Non pagando le tasse (escamotage su stati esteri)

amazon_tasse_evasione

Bitsource.it  :
“e non paga le tasse sulle vendite in Italia.”
 http://www.bitsource.it/amazon-evade-il-fisco-italiano/

Lastampa.it :
“L’Ue vuole le tasse di Amazon” – “è una concorrenza potenzialmente sleale nei confronti dei dettaglianti.” http://www.lastampa.it/2013/01/09/blogs/straneuropa/l-ue-vuole-le-tasse-di-amazon-Mcvdic2QTLZsvXq2M6CLgO/pagina.html

Tech Economy
“fatturato complessivo negli ultimi tre anni di 7.6 miliardi di sterline, la sussidiaria britannica di Amazon non ha praticamente pagato corporation tax.” http://www.techeconomy.it/2012/04/05/amazon-non-paga-le-tasse-nel-regno-unito/

Rai
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-425f93d2-fc86-4c0c-8a99-e6cc133500e3.html

Evidenzia Libri
http://www.evidenzialibri.it/amazon-non-paga-le-tasse-per-i-libri-venduti-in-italia/

Gizmodo
“La Francia sostiene che il venditore online deve 200 milioni di euro in tasse arretrate, interessi e more”
http://www.gizmodo.it/2012/11/13/amazon-costretta-a-pagare-salatissime-tasse-in-francia.html

Sole24ore:
“Amazon ha pagato imposte per 517mila sterline su 147 milioni di ricavi” “Nel Regno Unito il fatturato 2011 è stato di 3,35 miliardi di sterline con utili pre-tasse pari a 74 milioni: 207 i milioni di ricavi dichiarati. Nella Penisola le entrate sono state di 154 milioni di euro, Oltralpe di 889 milioni contro i 110 milioni iscritti a bilancio come imponibile fiscale: Amazon ha pagato al governo francese 3,3 milioni di euro di oneri fiscali per l’esercizio 2011.” http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-12-12/ecco-come-amazon-elude-125247.shtml?uuid=AbmuxLBH

2. Non rispettando il contratto del lavoro (sfruttando la manodopera)

AmazonProtestBigSign

Repubblica .it :  Germania, i disperati di Amazon
“vessati da vigilantes neonazisti”
“i big global players li sfruttano come bestie, come forzati, roba da ricordare gli schiavi nelle prigioni di cotone, il lavoro infantile in Pakistan o le fabbriche-lager in Cina.”
“In ogni momento i vigilantes hanno diritto di entrare per perquisirli e accusarli di furto al minimo sospetto. Vengono portati al centro smistamento, distante spesso decine e decine di chilometri dai dormitori-lager, con autobus stracolmi su cui spesso devono viaggiare anche in piedi. Se a causa del traffico o del maltempo l’autobus arriva tardi, il ritardo viene loro decurtato dalla misera paga. Alcuni di loro, riconosciuti perché si sono fatti intervistare, hanno ricevuto subito la lettera di licenziamento.”
http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/02/16/news/amazon_germania-52784160/

Wuningfoundation:
“estrema precarietà del lavoro, clima di perenne ricatto e assenza di diritti;”
“ritmi inumani, con velocità raddoppiate da un giorno all’altro (da 250 a 500 “colli” al giorno, senza preavviso), con una temperatura interna che supera i 40° e in almeno un’occasione ha toccato i 45°”
“provvedimenti disciplinari ai danni di chi rallenta il ritmo o, semplicemente, sviene (in un rapporto del 2 giugno scorso si parla di 15 lavoratori svenuti per il caldo);”
“licenziamenti “esemplari” su due piedi con il reprobo scortato fuori sotto gli occhi dei colleghi.”
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241

Lettera43:
“I nuovi contratti che vengono fatti sottoscrivere «non riconoscono il versamento di contributi sociali e, soprattutto, prevedono una decurtazione del salario del 12% rispetto a quanto promesso in origine.”
http://www.lettera43.it/economia/aziende/germania-lo-sfruttamento-dei-lavoratori-stagionali_4367584060.htm

Dagospia.com
“i lavoratori vengono trattati né più né meno come robot”
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-nuovo-scandalo-per-lamazon-di-jeff-bezos-il-gigante-delle-commerce-e-di-51770.htm

Connessioniprecarie
“quello che colpisce non è solo il racconto di una condizione di lavoro bel oltre i limiti della brutalità, ma le strategie di sfruttamento e disciplina garantite dalle agenzie di intermediazione.”

http://www.connessioniprecarie.org/2011/10/03/amazon-che-precari/

Nonsolobotte
“Il quadro è cupo: estrema precarietà del lavoro, clima di ricatto e assenza di diritti; ritmi inumani, con velocità raddoppiate da un giorno all’altro”
http://nonsolobotte.blogspot.it/2012/03/compri-su-amazon-ma-lo-sai-che.html

NUOVI UPDATE 11/2013:

Punto informatico
“Amazon e i lavoratori a rischio malattie”
http://punto-informatico.it/3940960/PI/News/amazon-lavoratori-rischio-malattie.aspx

BBC
“Amazon workers face ‘increased risk of mental illness”
http://www.bbc.co.uk/news/business-25034598

3. Infischiandonese dei propri utenti, collidendo con chi è supposto a controllare

amazon_privacy

Il Fatto Quotidiano
“gli scenari sono quelli inquietanti di un “Grande fratello” globale”
“grazie ad un accordo da 600 milioni di dollari spalmati in 10 anni, Amazon aiuterà l’agenzia a costruire un’infrastruttura di cloud computing privata”
“Un gigantesco buco nero che ingoierà e memorizzerà telefonate, sms, email, conversazioni e “mi piace” su Facebook, messaggi su Twitter, video e ogni altro tipo di dati che milioni e milioni di utenti immettono ogni secondo nella rete. La Cia vuole raccoglierne il più possibile e averli a disposizione “per sempre”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/24/usa-accordo-tra-cia-e-amazon-per-memorizzare-dati-immessi-sui-social-network/539986/

Gizmodo:
http://gizmodo.com/5991461/report-amazon-is-building-the-cias-new-cloud-computing-system

Che sia chiaro, Amazon da molto non è più un’azienda innovatrice. Amazon è diventata scellerata azienda che attraverso pratiche sleali invade avvelenando i mercati in cui mette piede, portando via soldi allo stato e uccidendo i venditori al dettaglio che ovviamente non possono competere con le loro pratiche sleali e quindi offrire i prodotti agli stessi prezzi… a lungo andare costringendoli,quindi, a fallire.

E perché nessuno fa nulla ? Semplicemente perché Amazon è diventata talmente grande e globale che per chi è all’esterno è difficile capire esattamente come funziona, e forse anche perché chi sarebbe preposto a controllare ha il suo tornaconto a chiudere un occhio:  E’ di questa settimana la notizia che Amazon tra i suoi clienti ha preso il governo degli Stati Uniti, a cui offre a prezzi scontatissimi l’intero sviluppo della mega-piattaforma per spiarci tutti.
La privacy dei propri utenti diventa mercimonio con la CIA per continuare le pratiche sleali? .. Immaginatevi, quindi,  in un futuro non troppo lontano che la polizia potrà leggere tutto di voi, a cominciare da quali libri avete acquistato, quali frase  avete evidenziato mentre li leggevate sul vostro kindle, quanto ci avete messo a leggerli e su quali righe vi siete soffermati più a lungo..

Vi scrive qualcuno che era entusiasta di Amazon, che utilizzava la piattaforma di e-commerce da ben prima che arrivasse nel nostro bel paese, che guardava con stima come Amazon ha ribaltato l’intera industria della carta-stampa offrendo anche ai più piccoli editori l’occasione di emergere. Tuttavia, oggi si è completamente perso ogni barlume di moralità , ogni giorno trapelano fatti sconcertanti.  E se acquistando un prodotto su Amazon io lo posso acquistare a qualche decina di euro in meno rispetto a quanto lo si trova in giro, non vorrei poi dover ripagare quanto risparmiato in tasse al governo italiano, che si vede poi costretto a chiederci i soldi che non ha pagato chi ha beatamente evaso! Amazon ma andatevi ad Amazzà, Criminali!

Rimodulazione TimxSmartphoneEstero? Annuncio Imbroglione !

Mensilmente mi capita svariate volte di trovarmi nei limitrofi stati europei. In US passare da uno stato all’altro non comporta nessun cambio di tariffazione, in EU nonostante gli sforzi della commissione i grandi oligopoli hanno sempre continuato a far gli interessi propri a danno del consumatore finale (noi).

Le tariffe per navigare sono talmente alte, che sono innumerevoli i casi in cui i clienti si son visti recapitare svariate centinaia di euro di addebito solamente per aver aperto Facebook all’estero. Quindi, sottoscrivere un abbonamento in tal senso è praticamente una scelta forzata, essendo cliente TIM la mia opzione si chiama TimxSmartphone Estero.

Oggi ero particolarmente felice quando ricevendo l’SMS ho letto “navighi ancora di più” , ricordo di aver pensato.. finalmente era ora che migliorassero quell’assurdamente costosa tariffa.  Leggendo però con più attenzione ci si accorge che così non è. E’ solo subdola propaganda, in realtà si paga ancor di più !

CONDIZIONI INIZIALI:

20MB / 2 EURO =  1 EURO ogni 10 MB consumati.

CONDIZIONI NUOVE:

25MB / 3 EURO = 1 EURO ogni 8,3MB consumati.

Il costo a MB è AUMENTATO del 20 %

Ecco un infografica riassuntiva che ho preparato:

Smartphone Estero TIM

Telecom Italia Mobile Estero Imbroglio Rimodulazione

Vorrei poi che consideraste anche questo fatto: con a disposizione un quantitativo così limitato di MB l’utente può solamente utilizzare programmi di messaggistica istantanea (in primis WhatsApp). Tuttavia anche se chattasse tutto il giorno al massimo si può arrivare a consumare 5 – 10 MB non sicuramente 20.

Però allo stesso tempo 20-25 MB sono un quantitativo insufficiente per navigare in rete. Oggi con le immagini ad alta risoluzione aprendo solo 3 o 4 pagine si può sforare anche di molto i 25 MB.

Quindi, e’ possibile vedere questa rimodulazione (aumento) come una  “tassa privata” che cerca di andare a colpire tutti gli utenti che si scambiano messaggi istantanei non utilizzando l’obsolescenza del SMS. Si pagherà di più per qualcosa che non verrà nemmeno utilizzato, e quando invece sarà necessario navigare saremo come al solito costretti a rifugiarci in qualche StarBucks con Wifi o rassegnarci a sforare il limite alla seconda o terza pagina caricata. IMBROGLIONI !! 

Direttore

Esselunga Allievo Direttore ? Annuncio Ipocrita !

Ciao Internauti ,

Oggi ci tengo a segnalare un nuovo modus operandi adottato dalle catene della grossa distribuzione, in particolar modo la famigerata ESSELUNGA.

La stessa Esselunga che ci riempie di pubblicità sulla qualità dei suoi prodotti, non sembra però tener minimamente conto della qualità e ambizioni delle sue risorse umane. Anzi, quello che vi sto per raccontare è un lestofante comportamento nelle pratiche di assunzione Esselunga, ovvero ciò che si cela dietro alle inserzioni di “Allievo Direttore” per laureati.

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Una volta compilato il modulo via internet, si viene presto richiamati da un addetta dell’ufficio risorse umane che vi invita ad un colloquio di gruppo (questi colloqui vengono organizzati di continuo, quindi se non vi va bene una data pochi giorni più tardi sicuramente ne viene attivato un altro identico).

Al fatidico giorno del colloquio, siete invitati a presentarvi puntuali all’ufficio selezione, esso si trova letteralmente nel retrobottega dell’Esselunga di viale piave n 38/b – Milano.  Dopo aver perimetrato il supermercato percorrendo un lugubre viottolo, dopo aver varcato anonimi portoni anti-incendio in corridoi dalle mura scrostate e ingiallite, dopo esser saliti le scale vi si presenta finalmente una salettina (per certi versi molto simile alla saletta d’attesa del dottore di quartiere) stra-affollata da giovani e meno giovani candidati tutti con la faccia un po’ perplessa che si domandano in che diavolo di luogo sono finiti.

Pochi minuti dopo sarete fatti accomodare in una seconda aula piccolina, che nel nostro caso non era lontanamente capace ad ospitarci tutti (avete presente la massa di persone accalcata nelle aule universitari ai primissimi giorni di corso? – certo che l’avete presente poiché questi annunci sono destinati soprattutto a persone laureate)…

Vi verrà distribuito un foglio, dove vi verrà chiesto di compilare le solite domande di circostanza , esempio : 1. Che valore ha nella tua vita il lavoro?, 2 .Come mai hai scelto Esselunga? 3. Quali sono le cose importanti per te sul lavoro?…

A questo punto arriva la solita addetta HR, che farà partire un orripilante antiquato powerpoint della durata di oltre un’ora e mezza. Durante la presentazione vi sarà propinata una noiosissima introduzione su come Esselunga è un’azienda fantastica, attenta alla qualità, le differenze tra un superstore e un non-superstore, quali sono le sezioni del supermercato, come la merce viene distribuita , fino ad arrivare a minuziosi dettagli “molto importanti” su come i loro camion sono autorizzati a percorrere al massimo 200km e non uno di più.

Nel propinarvi tutto questo con banali turpiloqui psicologici vi sono numerosi tentativi per farvi sentire in credito d’innanzi l’azienda, frasi come “Voi per me siete perfetti sconosciuti, eppure io vi sto già impartendo preziose nozioni importanti interne aziendali” etc etc…

Come detto, il turpiloquio psicologico pone il colloquiante in una posizione di percepito credito verso Esselunga e così viene apprestato il terreno per il lancio delle slide bomba, e la rivelazione del rovescio della medaglia.

Inizierà pressappoco così,  tra una slide e l’altra verranno inserite frasi come queste :

Esselunga non vuole formare tuttologi, ma persone veramente esperte di un preciso settore di supermercato” – Come faccio a fare il Direttore se conosco solo il reparto Frutta&Verdura?

voi sarete formati secondo le vostre preferenze” – Ho studiato management, perché dovrei essere formato da zero su altre cose?

il lavoro di direttore non è detto che sia per tutti” – D’accordo ma quindi diccelo durante il colloquio, perché ci volete inserire tutti in supermercato subito, senza approfondire se le mie caratteristiche personali siano giuste per la carica di direttore?

“in Esselunga si avanza di grado solo quando si aprono le posizioni, e secondo le vostre personali capacità” – Uhm.. quindi prima che va in pensione un direttore faccio tempo a diventare vecchio io.

nemmeno il direttore ha un ufficio, solo le cassiere in Esselunga stanno sedute” – Uhm.. un direttore senza nemmeno una scrivania dove appoggiare il computer, quindi un direttore senza computer ?

non tutti di voi diventeranno direttori” – uhm.. l’hanno già ripetuto due o tre volte, che vorrà mai dire?

in molti casi alcuni allievi decidono di fermarsi al livello di addetti, così da meglio conciliare il tempo libero con gli impegni di lavoro” – Mah?! Siamo qua tutti pieni di ambizioni, vogliamo metterci in gioco non solo come commessi.

magari impararete talmente bene i compiti di un determinato reparto che sarete voi a voler fermarvi a quel reparto” – Ma se volevo fare il panettiere o il macellaio, andavo a lavorare già tanti anni fa in macelleria dove sicuramente a quest’ora avrei avuto una paga più che buona e la perfetta conoscenza del mestiere, perché dovrei imparare ora ad ‘usare un affetatrice ?

Ed ecco la prima slide bomba – Gerarchia piramidale all’interno degli Esselunga:

  1. DIRETTORE (1 x supermercato)
  2. VICE DIRETTORE (1)
  3. RESPONSABILE DI SETTORE (in media 7)
  4. ADDETTO (tantissimi)
  5. ALLIEVO (tantissimissimi)

Vi verrà a questo punto spiegato che il passaggio da livello inferiore a superiore richiede del tempo (molto tempo). Da Allievo ad Addetto in media ci vogliono 8 mesi, però poi i tempi esponenzialmente si allungano perché una promozione avviene solo quallora si verifichi la necessità.

Seconda Slide Bomba – contratto previsto :

  1.  Se avete meno di 30 anni, il contratto offerto è 36 MEDI DI APPRENDISTATO.
  2. Se avete compiuto i 30 anni il contratto è 12 MESI DI DETERMINATO.

L’inquadratura prevista è normalmente tra il quarto e il quinto livello del commercio, questo perché con il contratto di apprendistato l’azienda può prendervi a ben due livelli in meno rispetto a quello che vi spetta. Tradotto in euro la paga iniziale è di 1000 massimo 1100 euro al mese.  Maturando praticamente nessun contributo fiscale (con questi contratti all’azienda costate quasi zero, altro che farvi sentire in credito, dovrebbero fare genuflessioni ogni volta che passate se accettate quel contratto).

Le ore di lavoro sono 48 a settimana, quindi si lavora 6 giorni su 7 in cui viene specificato che il sabato e la domenica sono sempre da ritenersi lavorativi, il giorno libero cade sempre in settimana. Su questo punto l’HR non fa mistero che se però si vuole sperare di essere prima o poi promossi non bisogna mai pretendere nulla. “La casa va vista solo come il luogo in cui tornare per dormire, il resto della vita è al lavoro” , una delle tanti frasi che mi sono annotato insieme al scherzosamente detto: “il settimo giorno ve lo dobbiamo dare libero perché è la legge che lo impone, quindi non preoccupatevi”.

Le facce tese tra i candidati, porta l’addetta HR ad aggiungere di non preoccuparvi perchè in Esselunga comunque ogni 5 minuti di straordinario viene conteggiato, non come il resto delle aziende dove lo straordinario viene conteggiato ogni 15 minuti, In Esselunga invece ci sono effettive possibilità per aumentare di qualche euro la busta paga. … Forse però tralasciando che con il contratto d’apprendistato la malattia viene conteggiata solo dal secondo giorno in poi, e che quindi se capitasse di stare malati qualche giorno quello che ci si trova in busta paga è molto meno che 15 minuti in più di straordinario.

A questo punto viene distribuito un secondo foglio dove potete compilare le vostre preferenze e scegliere in che settore tra ittica, macelleria, drogheria, frutta&verdura etc.. vorrete lavorare una volta in supermercato.

Io personalmente penso che Esselunga stia sbagliando tutto. Non ha alcun senso tentare di cavalcare la triste disoccupazione giovanile nel paese portandosi dentro risorse dalle comprovate capacità di apprendimento, pubblicando ambiziosi annunci e promettendo responsabilità per poi far soltanto imparare come si impasta il pane.

Verso la fine del colloquio l’aula era piena di gente delusa, di persone che hanno investito soldi e tempo in università per padroneggiare materie come marketing, gestione aziendale, economia, scienze politiche, strategia.. alle quali viene esplicitamente chiesto solamente di scaricare e riempire i bancali, oppure assicurarsi che il ghiaccio in pescheria sia posizionato secondo le linee guida.

Non è questione di esser choosy o meno, qua Esselunga sbaglia a targettizare persone che hanno altri interessi o ambizioni, e quindi se forzate a fare lavori per i quali non nutrono passione lo faranno male. Mentre non vengono considerate persone che magari non hanno deciso di continuare gli studi proprio perché appassionate di panetteria, oppure di macelleria o altro, e che avrebbero un enorme interesse a lavorare come adetti dentro al supermercato producendo un lavoro più che perfetto..  questi ultimi vengono esclusi solamente per irrazionali scelte da parte dell’ufficio HR Esselunga.

Sottolineo poi che da Allievo ad Addetto ci si impiega solo 8 mesi, perché il turnover dei laureati all’interno dell’azienda costretti a fare compiti per i quali le loro conoscenze e competenze non vengono riconosciute è altissimo. Ho letto sui forum internet di Allievi Direttori che consigliano di iniziare subito la ricerca per un altro posto di lavoro dal primo giorno di assunzione. Mentre gente che magari è interessata a lavorare in reparto, viene totalmente esclusa dalla selezione solamente perché non ha una laurea

E’ deleterio scrivere annunci in cui si promettono responsabilità manageriali per poi scoprire che quello che si va a fare è tutto l’opposto. Esselunga se hai bisogno di panettieri scrivi annunci di ricerca per panettieri, se hai bisogno di baristi, cassiere o macellai scrivi annunci di questo genere…  se invece hai bisogno di laureati (e probabilmente ne hai bisogno!!), che ti insegnano un un po’ di organizzazione aziendale, apri annunci anche per quest’ultimi.

Per candidarvi , potete cliccare sul sito : http://www.esselungajob.it

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Buona fortuna! , ah.. un ultimo mio personale consiglio … se ancora non avete compiuto i 30 anni e avete già conseguito la laurea e magari una bella specializzazione le probabilità di vedervi subito firmato un bel contratto da apprendista per i prossimi 3 anni sono molto alte. Se invece avete già più di 30 anni, oppure non siete laureati, lasciate perdere … non potete nemmeno immaginare quanta gente arriva da tutta Italia mossa dalle mirabolanti promesse per poi esser presa in giro.

Ulteriori Link sull’argomento:

Discussione Forum Job Crawler :“Esselunga ha inventato questa nuova figura. Si tratta di giovani di belle speranze assunti con contratto di apprendistato per un anno e mezzo con l’obiettivo di fare carriera. In realtà per fare carriere lì dentro devi essere un krumiro pronto a sacrificare la tua intera vita privata per poco più di mille euro al mese e lavorare come un mulo. “  Ghep71  

Yahoo Answer : “mi ha decisamente sorpreso vedere che esselunga recluti in sicilia allievi direttore per una serie di motivi” – Rita T

Reddit ItaliaDiscussione Reddit Italy :  Ribadisco: L’annuncio non è trasparente, anzi è un inganno bello e buono, non ti preparano per diventare Direttore semplicemente ti inseriscono e poi come in qualunque altro posto di lavoro puoi fare la tua carriera. Però se vengo assunto come impiegato nell’azienda X , è ovvio che con gli anni e se dimostro eccezionali qualità magari un giorno divento l’amministratore delegato.. però sicuramente nell’annuncio per l’impiegato non ci scrivono “allievo amministratore delegato” – AltieroSpinelli

Cinquecittà Palermo : Il selezionatore sceso apposta in sicilia per i colloqui ha descritto il lavoro e il percorso di carriere come massacrante, come un lavoro pesantissimo e che non tutti diventano direttori,aggiungendo a questo anche il fatto che bisogna trasferirsi al nord con 1000euro al mese almeno all’inizio. – Laureato in Economia

 

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Direttore

Allievo direttore ? see.. a vendere il pesce!