Esselunga allievo direttore : 2 anni dopo

Sono passati due lunghi anni dalla pubblicazione dell’articolo “ESSELUNGA ALLIEVO DIRETTORE? ANNUNCIO IPOCRITA” .

In questi due anni ho ricevuto diverse richieste d’immediata cancellazione, alle quali non ho voluto mai ottemperare. A sostenermi ci siete stati voi cari lettori, decine di centinaia di nuovi visitatori che ogni mese leggono l’articolo e spesso si fermano a lasciare la loro esperienza o raccontare il loro parere. Grazie!.

Mi rattrista davvero tanto però vedere che nonostante tutto.. Esselunga (come molti altri) se ne sbatte dei suoi “lavoratori precari” li sfrutta ricattandoli forte del fatto che la crisi del mercato del lavoro è pesante e spesso o si accettano le condizioni umilianti oppure rimani senza lavoro.

A celebrare i due anni di articolo , riporto il commento che dieci giorni fa ha lasciato un lettore anonimo :

Anonymous .comment  (January 14, 2015 at 8:48 pm Reply):

Lettera aperta al Responsabile Risorse Umane che mi ha fatto il colloquio…

Mi sono sempre chiesto se noi si viva per lavorare o si lavori per vivere perchè alla fine, facendo due conti, nei casi migliori, i 2/3 della nostra vita la passiamo fra lavorare e dormire. Se sei fortunato riesci a conciliare il lavoro col tempo libero, altrimenti, se hai la rogna addosso, sei impegnato 12 ore al giorno in un lavoro che ti fa cacare, torni a casa stressato con la consapevolezza che il giorno dopo, il giorno dopo ancora sarà sempre uguale. Considerando che l’80% delle persone che conosco rientrano nella seconda categoria c’è da chiedersi se sono felici della vita che conducono…

Mi ricordo un libro che diceva “Perchè tu sei felice mentre altri non lo sono? La felicità consiste forse nel possesso di ricchezze, automobili, belle case, cibo delicato e genitori gentili? E una persona infelice è una persona che non ha nulla di tutto ciò? Dunque, che cosa è per te la felicità, è importante scoprirlo, non credi? La felicità consiste forse nella comparazione? Quando dici _sono felice_ si tratta forse di una felicità che nasce dal paragone? Sapete, una delle cose più complicate da scoprire è ciò che si vuole fare per davvero, non solo nella nostra adolescenza, ma in tutta la nostra vita. E a meno che non siate in grado di scoprirlo da soli, con tutto il vostro essere, finirete col fare qualcosa che non vi interessa per nulla e la vostra sarà una vita infelice…”

Ho scritto tutto questo perchè ieri sono andato a fare un colloquio di gruppo per “Allievo direttivo capo reparto” per un noto marchio della GDO. Il super manager, dopo averci illustrato di quanto fosse bella, ganza e solida l’azienda per la quale lavora ha iniziato a elencare tutte le caratteristiche che avrebbe dovuto avere il profilo che ricercavano. Un paio di caratteristiche mi sono rimaste impresse: spirito di sacrificio, dedizione al lavoro e flessibilità. In pratica, diceva lui:

“se voi siete a fine turno e il vostro capo vi dice che dovete fare chiusura, lui che risposta si aspetta da voi? Anche se avete preso impegni, dovete andare a giocare a calcetto o andare a mangiare una pizza con la vostra ragazza… Lui si aspetta un Sì. Ma non un sì sussurato, un bel sì! Perchè anche queste cose alla fine del contratto vengono prese in considerazione. Certo uno può anche dire di no, una volta, due o anche sempre, però uno si assume la responsabilità delle proprie scelte e poi l’azienda farà le proprie valutazioni. Se avete staccato alle 10 e il vostro capo vi chiama al telefono dicendovi che la mattina dopo dovrete entrare alle 6 piuttosto che alle 9, lui cosa si aspetta che gli rispondiate? E attenti al tono di voce, perchè sono tutte cose a cui ci faranno caso… Perchè alla fine, sì che il contratto prevede 40 ore, ma voi dovrete lavorare tqb: tutto quanto basta, indipendentemente dai vostri impegni, dai vostri hobby o dalla vostra vita amorosa.”

Finito il suo bel discorso e pronto per farci fare i soliti test psicoattitudinali ha chiesto se avevamo qualcosa da dire, al ché mi sono alzato chiedendo se potessi dire qualcosa:

“Tutto molto bello quello che state proponendo, però non è la vita che vorrei fare, perchè si parla tanto di libertà e dei diritti dei lavoratori quando voi siete i primi a togliere la libertà di una persona di decidere senza costrizioni di come organizzarsi la propria vita senza avere ripercussioni sul lavoro. Io non posso alzarmi la mattina e non sapere quando uscirò da lavoro perchè se mi venisse chiesto di stare due ore in più, io dovrei dire per forza di sì per avere la certezza di un futuro rinnovo. Alla fine voi avete il coltello dalla parte del manico, certo dite che si tratterà di un lavoro impegnativo, ma penso che a tutto ci sia un limite. E voi quel limite non lo conoscete… Parlate tanto che il lavoro verrà retribuito bene, certo, ma che me ne faccio dei vostri soldi, quando, come avete detto voi, dovrei rinunciare a qualsiasi cosa pur di lavorare per voi? Mi dispiace, tanta stima per chi vuol vivere così, ma io mi tiro indietro, almeno anche i miei “colleghi” avranno più probabilità di esser scelti!”

Ci siamo stretti la mano e me ne sono andato.

Ah, poi stamani, mi chiama la ragazza dell’agenzia interinale che mi aveva indirizzato al colloquio chiedendomi spiegazioni sulla figura di merda che le avrei fatto fare e accusandomi di averle fatto perdere tempo. Dall’altra parte del telefono le ho risposto:

“mi dispiace per quello che è successo, e non le posso neanche dire che lei si fosse spiegata male riguardo l’offerta. Sinceramente mi aspettavo che il lavoro fosse una cosa del genere, perchè per un periodo ho lavorato qualsiasi giorno rinunciando anche a cose importanti, però quando al colloquio mi vengono a dire che la mia vita dovrà girare intorno al lavoro, dovrà essere in funzione dell’azienda per la quale lavoro io sinceramente non ci sto. Perchè più che un lavoro mi pare una specie di ricatto e non mi capacito del perchè un’azienda che fattura 8 miliardi non abbia la voglia di assumere anche una persona in più piuttosto che trattare così le persone.” Mi ha salutato dicendomi che non “saprà se l’agenzia prenderà ancora in considerazione il mio curriculum” Ah bhè, me ne farò una ragione, le ho detto, alla fine se le uniche cose che propinate a giro sono lavori sottopagati di massimo 15 giorni per volta oppure essere ridotti in schiavitù preferisco stare a casa!

 

La mia risposta:
Sei stato grande.
Ti ringrazio e ringrazio tutti gli altri anche per i loro commenti.
Posso solo aggiungere di TENERE DURO! , l’economia piano piano si sta riprendendo, non appena il mercato del lavoro inizia di nuovo ad ingranare la situazione si capovolgerà : Esselunga si domanderà come mai non è più in grado di assumere persone sveglie e con voglia di impegnarsi … silurerà questi signori delle risorse umane che fin’oggi si sono divertite a fare discorsi (come quello che ci hai voluto raccontare) perché diventati inutili , serviranno persone che vedono i dipendenti come la forza dell’azienda stessa con cui ottenere nuovi risultati, non più ricatti ma traguardi da ottenere insieme. State tranquilli con il mercato del lavoro in crescita nessun azienda sarà così pazza da assumere in dipartimento Risorse Umane personaggi che negli ultimi anni hanno applicato queste direttive (e nel settore si sa chi sono stati i mercenari) . Gli rimane soltanto la Cina dove andare.. vedremo come se la cavano a far questi discorsetti in cinese.

Grazie ancora a tutti

ESSELUNGA SFRUTTAMENTO

5 thoughts on “Esselunga allievo direttore : 2 anni dopo

  1. AAHAHAHH avrei voluto essere anche io durante il tuo colloquio . Io sono stato zitto ma dentro di me pensavo le stesse cose tue . Stai tranquillo ora che cambia la legge nemmeno le agenzie interinali esisteranno più , quella tizia si aggiungerà alla schiera di dipendenti da macellare di cui parla altero!
    Altiero sei il migliore, ride bene chi ride ultimo mia cara esselunga HR.

  2. Rocco
    Ho partecipato anch’io anni addietro ad un colloquio con Esselunga, per il profilo carriera direttiva: allievi direttori. Aria fritta. Mah. Due colloqui. Uno a Bari e l’altro a Bologna. Una laurea per iniziare a capire come si posizionano le scatolette di tonno e con una premessa dimenticate, partite a calcetto ed altro. Una vita per la GDO. Uno si è alzato e se ne è andato senza esitare. Non è il massimo, delle aspettative. Poi a ciascuno il suo. Io concordo con chi pur di assumersi le proprie responsabilità di certo non vivrà mai succube dell’altro. Se il mio turno, finisce, finisce e basta. Potrà capitare una volta, due, ma non 35 anni di contributi. Non mi ha dato una buona impressione, di certo non ho costatato ambizione e gratifiche.

  3. ahahah si è visto come l’economia si è ripresa in piu c’è stato il jobs act…un semplice consiglio svegliatevi e capite il prima possibile che al mondo(soprattutto il mondo in questo particolare momento) non tutto vi è dovuto e che con il “pezzo di carta” in questo momento vi ci potete pulire il culo e che, dato che state vivendo questo periodo storico, vi dovete adattare (o rivoluzionare). o ci si adatta o si cambia .. lamentarsi non serve

  4. Ora vi racconterò la mia esperienza, leggetela perchè ne vale la pena ed ha dell’incredibile:

    Ho superato brillantemente tutti i colloqui e test (durati quasi 2 mesi) per questa mansione (non è stato difficile). Ed ho scelto Gastronomia.
    Sono stato inserito a Pioltello, uno dei negozi piu grandi e piu importanti di tutta la catena Esselunga insieme a Curno e Ripamonti.
    Premetto che non sono laureato e provengo da 8 anni di lavoro nel settore industriale come Commerciale, Account e Responsabile Marketing.
    Per tutta la durata dei 2 mesi di prova non ho fatto altro che fare pulizie, svuotare sacchi della spazzatura, insteccare polli, lavare pavimenti, lavare celle frigorifere, lavare e sgrassare girarrosti…. tra l’altro durante il periodo natalizio. E vi lascio immaginare cosa significhi come mole di lavoro!!
    Non mi sono mai lamentato ed ho sempre svolto il mio dovere senza storcere il naso, piegando la schiena e sgobbando…. cercando di essere d’aiuto ai miei colleghi.
    Mi sono fatto 3 settimane di chiusure di fila, una media di lavoro di 10 ore al giorno, orari ogni giorno diversi talvolta modificati il giorno stesso, perdita TOTALE di una vita sociale e tornavo a casa con un tale male a gambe e ginocchia da piangere e zoppicare….
    Ricordo ancora la santa della mia fidanzata che mi veniva a prendere alle 22 di sera con un panino del mc Donald come cena e mi portava lei a casa perchè non riuscivo a guidare.
    Sono entrato in Esselunga che pesavo 102 kg (sono alto quasi 2 metri) ed in 2 mesi ho perso 10 kg tondi.
    Un tale dimagrimento farebbe invidia alle mille donne maniache della bilancia!
    Stai sempre in piedi, il ritmo è frenetico, metabolismo a mille, non bevi un cazzo (vietato durante il lavoro) e mangi poco.
    Nonostante tutto questo sono sempre stato zitto ed ho fatto il mio dovere.
    Dopo sole 3 settimane hanno cominciato a mettermi al banco a servire, e dopo 2 giorni “affiancato” ho iniziato a servire da solo…. oltre a svolgere tutto il resto.
    Segno suppongo della mia buona capacità stando a quanto mi dicevano.
    Dopo un mese e mezzo però vengo a scoprire che per diventare DIRETTORE del negozio, dovevo scegliere DROGHERIA. Era l’unica strada (o quasi), per accedere un giorno a tale ruolo.
    Scegliendo tutti gli altri reparti specializzati (gastronomia, pescheria, macelleria ecc ecc) non sarei mai diventato direttore, ma ISPETTORE.

    Il mio ragionamento è stato semplice:

    ogni punto vendita NUOVO che Esselunga apre, necessita di un nuovo direttore.

    Un ispettore invece gestisce TANTI punti vendita Esselunga.
    Quindi, con la fila di capi reparto in attesa da anni di diventare ispettori che avevo davanti a me, quanti cazzo di punti vendita Esselunga avrebbero dovuto aprire prima che potessi raggiungere tale ruolo?

    Ho presto capito che il mio destino, volente o nolente, sarebbe stato quello di fare il salumiere a vita in Esselunga (perchè alla fine è quello che sei, un salumiere!)

    MA IO MI SONO CANDIDATO PER CARRIERA DIRETTIVA!!!

    Se volevo fare il salumiere cominciavo a 20 anni a farlo, non certo adesso che sono un trentenne e che provengo da una realtà lavorativa aziendale!
    Il mio scopo era tornare in giacca e cravatta al piu presto… la gastronomia, la vita in reparto, era solo un intermezzo per me.
    Mi han detto di scegliere un reparto secondo preferenza, ed io l’ho fatto…. ma non avevo certo intenzione di fare il salumiere per anni!
    Vi dico solo che il mio caporeparto, uno dei piu bravi nel suo settore assunti in Esselunga, era lì in attesa della promozione da piu di QUINDICI ANNI!!!
    Ovviamente ho esposto immediatamente la situazione al mio capo reparto che mi ha procurato un incontro con il responsabile delle risorse umane del punto vendita di Pioltello, tale sig. Sc*****ia.
    Il giorno del colloquio mi trovo nell’ufficio del direttore di fronte ad un tribunale d’inquisizione.
    C’erano il direttore, il mio caporeparto, questo sig. Sc*****ia, l’ispettore del mio reparto ed addirittura il capoarea!
    Alla vista di tutta questa tribù mi son detto: ellamadonna!! se si sono scomodati così in tanti, ed addirittura il capoarea, per ascoltare una mia lamentela evidentemente gli sto abbastanza a cuore e valgo qualche numero…
    Il mio colloqui è stato quasi esclusivamente con questo sig. Sc*****ia però, responsabile delle risorse umane.
    Vi dico solo che invece di trovarmi davanti una persona che cercasse di aiutarmi e comprendere la mia situazione, che certamente gli hanno esposto già in tanti prima di me, mi sono trovato davanti un pezzo di merda che ha cominciato a parlarmi come uno stronzo, quasi prendendomi per il culo.
    Prima faceva finta di non capire, nonostante credo di saper parlare e scrivere discretamente in italiano. Dopodichè mi sentivo frasi del tipo “ma lei pensava le avremmo dato le chiavi del negozio dopo 3 giorni?”
    A quel punto dopo circa 15 minuti che subivo questi toni l’ho guardato negli occhi, e con estrema serietà gli ho detto chiaramente di regolare i suoi toni perchè io non ero certo uno dei tanti pivelli usciti dall’università, senza esperienza di lavoro, che si sentono in capo al mondo e son bravi solo a chiedere ma non sanno cosa significhi lavorare!
    Mi sono spaccato il culo dal primo giorno in silenzio nonostante venissi da un mondo completamente diverso e fossi responsabile del mio settore nelle varie aziende in cui ho lavorato. Ed ho dimostrato dei numeri.
    Il mio interesse era diventare direttore, non ispettore. E quindi volevo sapere quale fosse la strada giusta per arrivarci.
    Era quella della drogheria? perfetto, spostatemi in drogheria.
    Io volevo tornare in giacca e cravatta il prima possibile (meritandomelo ovviamente, non chiedendolo e basta).
    Dopo questa gran figura di merda che ho fatto fare a questo stronzo di fronte a tutti, compresi i suoi superiori, quando pensava invece di potermi sminuire e prendere per il culo a piacimento mi sono sentito dire dopo 5 giorni (si è preso una finta pausa di riflessione) che non potevano spostarmi perchè il regolamento era uguale per tutti, e dopo altri 4 giorni da tale notizia sono stato licenziato perchè ritenuto non idoneo alla mansione, di fronte allo sguardo allibito del mio capo reparto che invece era entusiasta.
    Ovviamente quando ho chiesto piu volte di specificare in cosa di preciso non ero soddisfacente lo stronzo non mi sapeva rispondere e divagava…
    Volendo bene al mio capo reparto, ho evitato di interrogarlo di fronte a costui chiedendogli se era dello stesso parere, essendo lui l’unica persona che poteva riferire il mio operato a quest’uomo.
    Sapevo che lui era entusiasta di me e questa era solo una ripicca.
    Questo è il prezzo che ho pagato per non essermi fatto mettere i piedi in testa durante quel colloquio.
    Dispiaciuto, il mio caporeparto mi ha confessato in privato di non saperne nulla, e che purtroppo queste persone sono la rovina di esselunga, ma lui non puo opporsi in alcun modo se non dare il suo parere.
    Mi brucia per ciò che è successo? No, nonostante il grande entusiasmo con cui ero entrato, ammetto di essere felice di aver ripreso in mano la mia vita e la mia persona, che avevo completamente dovuto abbandonare.
    Sono senza lavoro? No, non ho avuto problemi a trovare un posto di lavoro in azienda dopo sole 2 settimane di disoccupazione.
    Perchè ho scritto questo? Per raccontare a tutti la mia esperienza, mettere in guardia i novellini che come me si apprestano ad entrare in questo ambiente pieni di aspettative e speranze, carichi di entusiasmo su ciò che li aspetta.
    Un responsabile risorse umane che priva un reparto di una persona valida e capace per soddisfare una sua ripicca personale.
    Me la son cercata? probabile.
    Ma la mia dignità vale piu di ogni altra cosa, e francamente non ho bisogno di esselunga per campare o trovar soddisfazione nel mio operato.

    Saluti

  5. Ieri sono andato in un’agenzia interinale per un nuovo lavoro. Anche io ho avuto esperienza in Esselunga per carriera direttiva.
    Non appeno ho accennato al ragazzo della mia collaborazione mi ha detto” è una truffa vera e propria, legalizzata!”
    Hanno un tournover così elevato, poichè la gente dopo 2 mesi scappa via, che sono alla continua frenetica ricerca di personale da anni!
    Noi agenzie interinali siamo sommerse continuamente di emai.
    Addirittura le mail continuano ad arrivare mensilmente anche a chi già ha lavorato in Esselunga e poi ha interrotto il rapporto.
    I siti di lavoro (infojob, monster, lavoratorio ecc ecc) quasi ogni giorno pubblicano richieste per Esslunga (senza scrivere che di Esselunga si tratta).
    Dietro a tante belle parole c’è in realtà una politica di schiavismo senza eguali!
    Non si parla di caporalato, ma state ben certi che se andrete a lavorare in Esselunga voi e la vostra vita saranno letteralmente assorbite ed inglobate da questa attività.
    Tante volte mi viene chiesto se tornerei a lavorare in Esselunga…. la mia risposta è sempre la medesima: NEMMENO PER SOGNO!!!!

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